Illusioni ottiche e oggetti impossibili

Illusioni ottiche e oggetti impossibili

Come molte delle persone che mi conoscono sanno, la mia prima grande passione sono state senza dubbio le illusioni ottiche. Fin da bambino, la modalità con cui tali immagini giocano ed ingannano la nostra mente mi ha profondamente affascinato. Vedere qualcosa che non c’è o percepire qualcosa in maniera differente da come realmente è esercita su di me un grande fascino. Per dirla tutta, uno dei motivi per cui ho deciso di studiare psicologia è legato proprio alle illusioni ottiche. È infatti una corrente di questa scienza che nel secolo scorso si è dedicata alla catalogazione dei fenomeni percettivi che sottostanno a questi inganni sensoriali. Ovviamente e fortunatamente non sono l’unico a coltivare questa passione, infatti questo tipo di illusioni sensoriali da sempre affascinano grandi e piccini e trovano innumerevoli applicazioni, dalla scienza all’arte. Una particolare categoria di illusioni ottiche è rappresentata dai così detti oggetti impossibili, ossia delle rappresentazioni di oggetti per l’appunto, che per una ragione o per l’altra non possono esistere nel mondo reale. Un esempio su tutti é il Triangolo di Penrose, o Triangolo Impossibile.

La tematica degli oggetti impossibili nelle illusioni ottiche viene largamente approfondita nel libro in via di pubblicazione intitolato “Impossibilia”: al suo interno numerosi capitoli sono dedicati alle illusioni ottiche e nello specifico alle illusioni che coinvolgono gli oggetti impossibili. Oltre a ciò il libro traccia l’evoluzione nei secoli degli oggetti impossibili (ebbene sì, vi è una storia secolare alle spalle) fino a giungere alle famigerate bottiglie impossibili.

Davide Fumagalli, 17.08.2021

Lascia un commento